Questa è la storia di un uomo che coincide con la sua leggenda.

         Ciò che intendiamo raccontare non è solo il Michelangeli grande pianista, uno dei più grandi mai apparsi sulla scena mondiale, vogliamo entrare nell’enigma della sua persona, imparagonabile ed estrema. Per capire da dove sgorga il suo carisma, quella capacità che possedeva di rapire e incantare al punto da meritargli un culto planetario, come accade con le rockstar.

Nessuno ha mai suonato meglio di Benedetti Michelangeli, afferma Bruno Canino, è stato senza dubbio il pianista del secolo.

Secondo lo scrittore Alberto Savinio, che lo ascoltò in concerto quando era ancora molto giovane, era il 1955, scriveva così:< Apparentemente Arturo Benedetti Michelangeli suona il pianoforte ma sostanzialmente suona tre strumenti in uno, l’organo nei registri acuti, la celesta e il flauto. Nessun pianista che io sappia era mai riuscito a trasformare il pianoforte in flauto, lui c’è riuscito. Nella Arietta con variazioni opera 11 di Beethoven o nella mazurka in si bemolle minore di Chopin

Per Maurizio Pollini «Esiste una regione trascendentale della tecnica, fatta di qualità e di controllo della sonorità, dove in questo secolo pochissimi artisti sono giunti. Michelangeli ne possedeva il segreto».